Compagnia teatrale SDEA Onlus

 

Stagione 2017-2018


Dietro le quinte

La pulce nell’orecchio (2007-2008)

L’espressione proverbiale “mettere la pulce nell’orecchio”, si basa sulla credenza che ci siano in effetti insetti che hanno l’abitudine di introdursi nelle orecchie della gente.

Lo sapevate che esistono le bretelle ortopediche? Beh, in ogni caso ora lo sapete. Attenzione perché l’ignorare questa notizia dall’aria innocua può portare a conseguenze impensabili! La fedeltà nella coppia tiene banco, come sempre, nelle commedie brillanti di Georges Feydeau. Le macchinazioni e le peripezie per scoprire la fedeltà del proprio partner sono il sale di questo esilarante vaudeville. Quando si ha una pulce nell’orecchio si comincia a sragionare, travisare e fraintendere gli atteggiamenti e le distrazioni più comuni del mondo. Se poi l’azione si svolge a Parigi, tra una casa borghese e un hotel di dubbia moralità ma di sicura ispirazione orientale, l’effetto comico è assicurato.
In questa pièce si celebra anche l’internazionalità della “Ville Lumiere”, tanti i personaggi non francesi, un’involontaria celebrazione dell’Europa Unita, dove genti europee e non, si incontrano e si scontrano.

“La Pulce nell’orecchio compie cento anni, creata nel 1907, ancora oggi mantiene quella freschezza dovuta alla meticolosità con cui è stata scritta.
In Italia riscosse molto successo nel 1991 con la regia di Gigi Proietti.
Nel 1967 in Inghilterra è stata realizzata una versione per la TV con Anthony Hopkins nel cast, mentre l’anno successivo è uscito il film, una produzione francese con Rex Harrison come protagonista.

Jean Cocteau racconta: “Feydeau non parlava mai del suo teatro, componeva di nascosto, come un vizio. Il teatro era il suo “vizio”. E in esso riversava la sua umanità e la sua fantasia più folle.

A suo figlio Michel, Feydeau scriveva: “Se vuoi far ridere, prendi dei personaggi qualunque, mettili in una situazione drammatica e procura di osservarli da un’angolazione comica”.Spesso non sono infatti i suoi personaggi ad essere strani, ma lo sono le situazioni nelle quali essi si ritrovano. E i meccanismi con i quali le costruisce sono impeccabili, ingegnosi, perfetti.