Compagnia teatrale SDEA Onlus

 

Stagione 2017-2018


Dietro le quinte

Rassegna stampa

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Anche con il teatro si sostiene la Valnure

Il 14 Novembre 2015 al Teatro President di Piacenza spettacolo di Feydeau ad incasso benefico.

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Teatro, passione sociale Professioni sul palcoscenico per i disabili

DI FILIPPO RIZZI

Professionisti, avvocati, ingegneri, lavoratori ma anche imprenditori con il pallino della prosa e del teatro. E con un impegno a portare in scena spettacoli e piéce, rivolti a persone che vivono il disagio della malattia o di un handicap.

È la Compagnia teatrale Sdea , una onlus, che dal 2000 ha messo in cantiere varie recite. Il cuore delle loro rappresentazioni e allestimenti in città è stato, quasi sempre, il Teatro Wagner. «Dalla maturità del 1991 – racconta il regista e direttore artistico Alberto Monti, che nella vita fa l’avvocato civilista – seguendo le indicazioni del nostro professore ci è venuta la passione per il teatro». Una passione che per questi dodici teatranti, tra i 25 e i 35 anni, con alle spalle o una laurea o un lavoro ben avviato è divenuta quasi una seconda professione.

«Ci incontriamo per provare una volta alla settimana – racconta orgoglioso il regista – la sera, fino a mezzanotte, e si studiano le parti nei tempi morti, in tram o nelle pause dal lavoro ». Caratteristica e valore aggiunto di questa compagnia sta nel fatto che dall’allestimento delle musiche, ai costumi, alle luci alla scenografia è tutto realizzato dai suoi membri.

Quest’anno è andato in cartellone di Georges Feydeau ‘La pulce nell’orecchio’. Una rappresentazione che ha riscosso un discreto successo. Obiettivo principe della compagnia è portare il mondo del teatro nei luoghi più lontani e mantenerne viva la dimensione sociale. «In questi anni oltre agli allestimenti in calendario – spiega Monti – abbiamo portato i nostri spettacoli in scena gratuitamente a chi ce lo chiedeva, in particolare i malati e i disabili. Una forma di servizio che noi chiamiamo volontariato culturale».

Il tour della Compagnia recentemente ha allestito i suoi spettacoli per un gruppo di disabili di Dalmine, la Croce Bianca di Milano, l’associazione donatori di organi a Cernusco sul Naviglio, l’Avis o per l’associazione nazionale tumori (Ant). «Credo che la nostra forza – conclude Monti – è quella di aver creato un gruppo solido e di fare rappresentazioni non per noi ma per gli altri».

Nella prossima stagione tornerà Feydeau

Anche quest’anno tornerà in scena Feydeau. Scopo della Compagnia teatrale Sdea sarà sempre quello di puntare sulla dimensione sociale del teatro e sugli spettacoli benefici. «Ci auguriamo di poter continuare, con queste serate, – spiega il direttore artistico Alberto Monti – potendo regalare un sorriso ai nostri spettatori». Lo spettacolo andrà in cartellone da ottobre a maggio. A calcare la scena ci sarà il piccolo esercito di professionisti di sempre e anche studenti universitari. «Non siamo una compagnia teatrale che fa selezioni – dice Monti – ma quasi sempre i nostri ragazzi mantengono gli impegni e una grande serietà anche per chi recita piccole parti».Dalle piéce di Ionesco, Woody Allen e Saint Exupery sono stati il banco di prova dei primi debutti della giovane compagnia teatrale. «Mi auguro che tante associazioni onlus ci continuino a chiamare – spiega infine Monti – per tutta la Lombardia per poter offrire i nostri spettacoli negli ospedali o nelle realtà di maggiore disagio». Per maggiori informazioni si può cliccare il sito internet: www.sdea .it (F.Riz.).

da “L’Avvenire di sabato 3 maggio 2008 pag. 2


Benché si sappia con certezza che tutti devono morire, si considera la morte come un fenomeno estraneo, un caso incredibile, se non impossibile. Si può perfino ridere della morte, basta andare a vedere questa sera al Manzoni la commedia “Il povero Piero” di Achille Campanile.

Alle 21 è di scena la “Sdea”, la compagnia milanese diretta da Alberto Monti. Campanile, in quest’opera teatrale tratta dall’omonimo romanzo, riesca a descrivere con sagacia, cinismo ed obiettività considerazioni, riflessioni e luoghi comuni sull’ineludibile fine della vita umana. Illustrando con tratto agile, umoristico, situazioni semplici e consuete, come la visita di rito per le condoglianze.

L’originalità della pièce, scritta nel ’61, sta nel dar vita a personaggi altamente realistici messi di fronte ad un avvenimento così importante e definitivo come la morte di una persona cara. Con l’intento di osservare con cinismo disincantato i processi mentali che in queste condizioni allontanano l’uomo dal paradigma della razionalità. In scena sono impegnati quattordici attori. La realizzazione del progetto scenografico è curata da Isabella Lonardi e Cinzia Fossati, autrici anche dei costumi. Cisco Magni si è interessato della realizzazione delle musiche e degli effetti sonori, mentre Luca Pacifici si occupa delle luci.

La “Sdea” è presente sulla scena milanese dal ’91. E’ specializzata nella realizzazione di commedie e farse. Da circa un anno il gruppo ha dato vita ad un’associazione di volontariato impegnata attraverso i propri lavori teatrali “sostenere coloro che hanno veramente bisogno di un sorriso”. I biglietti sono in vendita a 21 Euro.

da “Il cittadino” (settimanale di Monza) giovedi 28 febbraio 2002 pag. 21


Fondata nel 1991 e presente sulle scene milanesi da molti anni, la SDEA è una compagnia teatrale indipendente, senza scopo di lucro, con sede operativa a Milano. Specializzata nella realizzazione di commedie e farse, questa formazione attoriale ha da tempo un compito fra tutti: proiettare il Teatro, quale forma d’arte nella importante dimensione del sociale. In questo progetto rientra la messinscena, sabato sera, di “Il povero Piero”, commedia in tre atti di Achille Campanile per la regia di Alberto Monti.

L’originalità del lavoro sta nell’aver dato vita a personaggi altamente realistici, e pur fortemente caratterizzati, di fronte a un avvenimento così importante e definitivo, come la morte di una persona cara, al fine di osservare con cinismo disincantato i processi mentali che allontanano l’uomo dal paradigma della realtà.

Un maestro come Campanile riesce con sagacia, cinismo e obiettività a descrivere considerazioni e luoghi comuni sull’ineluttabilità della vita, illustrando sul palcoscenico, con tratto agile e leggero, situazioni semplici in modo umoristico e paradossale.

Questo allestimento, in particolare, offre una visione surreale della commedia, grazie all’accurato impiego di espedienti scenici e scenografici tesi a far risaltare l’umorismo “noire” dell’autore.

da “CityMilano” (sezione “Carnet”) sabato 20 aprile 2002 pag. 17